Metodo Bates

MIGLIORARE LA VISTA CON IL METODO BATES. ESERCIZI VISIVI E TECNICHE NATURALI PER RILASSARE MENTE ED OCCHI

con GIUSEPPE URSELLI

Il metodo Bates è uno speciale metodo di rieducazione visiva per il miglioramento dei disturbi visivi di qualunque origine o natura. Ogni volta che facciamo chiarezza nella nostra vita, la vista migliora e ci sentiamo davvero bene. Il metodo è molto semplice; è stato sperimentato su persone di ogni età e con ogni tipo di problema visivo (miopia, ipermetropia, astigmatismo, presbiopia, strabismo e altri ancora) dando spesso risultati eccellenti. Per apprendere le tecniche e le basi del metodo sono previsti una decina di incontri.

 Per info : Giuseppe Urselli, Tel. 3802919426 info@danzataiji.it

LA DANZA DEL TAIJI E IL METODO BATES

Relazione di Giuseppe Urselli al 1° convegno nazionale sul Metodo Bates, Firenze 2002

 Così come molti praticanti di Tai Ji si concentrano quasi esclusivamente sull’ apprendimento delle forme esteriori trascurandone lo spirito, così tanti seguaci del metodo Bates usano le tecniche in modo meccanico senza dare il giusto valore all’esperienza interiore. Di conseguenza i due metodi non danno sempre i meravigliosi risultati che sembrano promettere, né ottengono il giusto successo che pur meriterebbero. Per ovviare a questa situazione occorre a mio avviso muoversi verso la direzione del cuore delle due arti dove senza ombra di dubbio Oriente e Occidente possono incontrarsi. Personalmente danzo con entusiasmo il Tai Ji da sedici anni e pratico il metodo Bates come autodidatta e con buoni risultati da solo qualche anno. Continuo a considerarmi un eterno principiante sia nell’esplorazione del movimento Tai Ji sia nell’arte del Vedere. Durante il mio viaggio nel Tao della Vita mi sembra di aver scoperto delle evidenti connessioni tra le due arti in questione, sia sotto il profilo pratico che filosofico. Per quel che riguarda la pratica, ad esempio il battere le palpebre, il movimento di oscillazione lunga, il palming, la respirazione naturale, la visione centrale e periferica, le morbide rotazioni del collo e degli occhi, gli esercizi di rilassamento, visualizzazione e memoria, la cura del sole sono contemporaneamente presenti sia nell’arte del Vedere sia nella danza del Tai Ji, pur con modalità leggermente differenti. Per quanto riguarda invece i principi filosofici di base credo che la più evidente connessione fra le due arti si possa riassumere nel concetto cinese del wu-wei: ottenere che il movimento e una buona visione vengano realizzati senza sforzo e con la minore resistenza. L’ assenza di forzature, la spontaneità e il rilassamento sono di fondamentale importanza in entrambi le arti. Così scrive il dott.Bates nel suo libro Il metodo Bates per vedere bene senza occhiali : “Non si può usare con tutti lo stesso metodo. I modi in cui la gente si sforza di vedere sono infiniti, i metodi usati per alleviare la tensione debbono essere diversificati quasi altrettanto. La vista perfetta si può ottenere soltanto grazie al rilassamento: “Qualunque cosa faccia riposare la mente gioverà agli occhi.” A questo proposito fra i vari e numerosi metodi di rilassamento già utilizzati dagli educatori visivi propongo di includere anche il Tai Ji che, se ben eseguito, risulta essere allo stesso tempo davvero rilassante ed energetico sia per l’educatore visivo sia per lo studente. Ci tengo a sottolineare che qui mi riferisco non alle forme ripetute nella noia e nella monotonia, ma alla felice danza Tai Ji che ho personalmente appreso in Inghilterra e in Svizzera con il maestro Al Huang, amico di Alan Watts e dello stesso Aldous Huxley, autore del meraviglioso libro L’ Arte di Vedere. Nel mio libro Taiji, Danzare la Vita io stesso ho dedicato un breve capitolo al principio del wu-wei splendidamente esemplificato e reso chiaro dallo sbocciare naturale di un fiore; wu-wei vuol dire essenzialmente assenza di inopportune interferenze col processo spontaneo del vivere e del vedere nel nostro caso specifico. Nella danza del Tai Ji applichiamo il principio filosofico del wu-wei meditando e movendoci con grazia, semplicità e naturalezza. Nel libro di William Bates il settimo capitolo dedicato alla tensione sembra riassumere e ribadire con estrema chiarezza il principio cinese del wu-wei adattato all’arte di vedere. Così scrive Bates: “Il concetto che per fare qualcosa di buono bisogna sforzarsi ci è stato inculcato fin dalla culla. Vi si basa l’intero sistema didattico e gli insegnanti che si autodefiniscono moderni ricorrono ancora al bastone, camuffato in diverse guise, come aiuto necessario per il processo dell’insegnamento. Per l’occhio è naturale vedere e qualsiasi sforzo non solo è inutile ma annulla lo scopo. Prendiamo due paia d’occhi validi nella stessa misura: il primo conserverà una vista perfetta fino alla morte, il secondo la perderà già negli anni dell’asilo, per il semplice motivo che il primo guarda le cose senza sforzarsi e non così il secondo. L’occhio dotato di vista normale non tenta mai di vedere. L’occhio ogni qual volta cerca di vedere cessa immediatamente di avere una normale capacità visiva . L’occhio possiede una “vista perfetta” solo quando è in assoluto riposo. Quando la vista è perfetta, le lettere che si trovano sulla scheda di prova aspettano di essere riconosciute, perfettamente nere e distinte. Non dobbiamo andare a cercarle; sono lì. In caso di vista difettosa, le si cerca e le si rincorre. L’occhio le segue. Per vederle si compie uno sforzo…..Posso dire di aver scoperto che dire bugie fa male agli occhi. In molti casi è stato chiesto ai soggetti di dichiarare la loro età in modo non esatto: il retinoscopio ha sempre indicato un errore di rifrazione.” Come nel metodo Bates è essenziale essere sinceri per ottenere una buona visione così nell’arte del Tai Ji essere sinceri ed onesti con sé stessi è l’unico segreto perché i movimenti della forma diventino davvero spontanei, fluidi e naturali come quelli dei rami di un albero mossi dal vento. Alle parole di Bates fanno eco quelle del filosofo Alan Watts nella sua prefazione al primo libro del mio maestro di Tai Ji, Chung Liang Al Huang: “Il Tai Ji è la dimostrazione pratica del più sottile tra i principi taoisti,conosciuto come wu-wei. Il suo reale significato indica lo spostarsi seguendo il fluire del corso della natura che viene identificato con il vocabolo Tao e che può meglio essere compreso attraverso l’ osservazione del movimento dell’acqua. Il principio wu-wei può essere paragonato all’arte della navigazione a vela, nella quale il marinaio usa l’intelligenza, in contrapposizione al semplice canottaggio nel quale è predominante l’uso della forza muscolare. Lo spirito del wu-wei impone di compiere curve circolari invece di virate a zig-zag. Studiare con Al Huang è come imparare a muoversi con l’acqua e con il vento: non solo durante la danza del Tai Ji , ma anche in ogni occasione della vita quotidiana. Troppi maestri delle arti della vita si rivelano despoti e fanatici della disciplina, forse perché troppi dei loro studenti, pur pensando che sia necessario imparare, non lo desiderano veramente.Ogni metodo di educazione rigidamente impostato rappresenta una crescita forzata e produce frutti senza sapore”. Personalmente non ho ovviamente soluzioni certe e verità da dispensare, né presumo che il metodo Bates ed il Tai Ji siano la panacea per ogni tipo di problema visivo. Sono invece consapevole che i reali cambiamenti avvengono gradualmente e lentamente grazie soprattutto alla paziente e costante applicazione dei principi teorici e dei giochi visivi nella nostra vita quotidiana. Sono inoltre semplicemente entusiasta all’idea di condividere con voi la mia personale esperienza ed il mio percorso verso una auspicabile integrazione fra la danza del Tao e l’arte di Vedere.

Una risposta a Metodo Bates

  1. fegna scrive:

    veramente, grazieee,

    ho capito molte cose in me leggendo questo articolo, conoscevo il metodo Bates ma non ero arrivata a questa bella conessione … nuovamente il caro giuseppe mi sorprende,

    dal Cile, tua amica Fernanda